Federica Buglioni è presidente dell'associazione no profit Bambini in cucina.
Potete seguire i suoi consigli in questa rubrica.
Partecipate con i vostri commenti scrivendoci a:
info@romabimbi.it
Articoli:
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Quando i bimbi odiano le verdure
Castagne, noci e walkie-talkie
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Il lavandino, il pesce e la logica
Dessert veloce
La cucina è un luogo magico
Link:
Il cucchiaino di Alice
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TITOLO:
La cucina è un luogo magico
Abracadabra...gira, mesta. La cucina è un luogo magico. Come fossimo
Harry Potter tra pentole e fornelli si vedono le sostanze trasformarsi
acquistando gusto e profumo. E allora: gira, mesta. Non ti fermare. In
cucina accanto a mamma e papà ci si sente alchimisti, capaci di
formidabili sortilegi.
Abbiamo incontrato una maestra di questa magia, la magia che unisce
bambini e genitori nel divertimento del fare insieme. Fare i biscotti
per la merenda o il pane per la cena. Si chiama Federica Buglioni, è
mamma di Giacomo che da otto anni si diverte con lei con farine e
ingredienti più o meno magici.
Federica ha all’attivo diversi libri
dedicati alla cucina condivisa con i propri figli. Dopo In cucina con
i nostri bambini, pubblicato da Franco Angeli, arriva ora in libreria
In cucina con mamma e papà edito da San Paolo (14,00 euro). Non
aspettatevi dei semplici libri di ricette. Ma molto di più. Il
concetto fondamentale che Federica comunica è la ricchezza educativa
di un’esperienza in cucina insieme.
Sono sempre stata convinta spiega Federica che la forza educativa
della cucina andasse ben oltre l’alimentazione. In cucina si vivono
importanti momenti di relazione, di scambio, di complicità con i
propri figli. Il gusto è condizionato dalle emozioni, da ciò che
viviamo e da come lo viviamo. Se la cucina è vissuta in modo gioioso,
questo conta molto di più di ciò che si mette nel piatto dei nostri
bambini e diventa un piacere e un divertimento scoprire e sperimentare
sapori e cibi diversi.
Nel libro In cucina con mamma e papà dedichi anche un capito alla
sicurezza in cucina.
Credo sia importante condividere con i bambini gli utensili che si
usano. Loro sono come dei piccoli scienziati che si appassionano nel
veder che le cose si trasformano, cambiano di forma e consistenza.
Sono dell’idea che il modo migliore per proteggere i bambini dai
pericoli domestici non sia quello di tenerli fuori dalla cucina perché
prima o poi cercheranno di cavasela da soli, magari proprio in nostra
assenza e senza una nostra guida. Meglio allora prepararli poco a poco
fin da piccolissimi in modo che acquisiscano i comportamenti corretti
e prendano coscienza dei possibili rischi.
La cucina nel tuo libro si trasforma in un luogo di storie ed
esperienze non solo nella fucina in cui si creano buone ricette.
Sempre più oggi servono occasioni per stare insieme, per condividere
il tempo, per avere occasione di ascoltare i nostri bambini. Non con
l’interrogatorio usciti dall’asilo o dalla scuola: Come stai? Cosa hai
fatto? Ti sei divertito? Stare insieme in cucina, anche solo a pulire
una verdura, è l’occasione per raccontare di sé in un momento in cui
sia l’adulto che il bambino fanno qualcosa di creativo ed
interessante. L’adulto fa azioni e gesti che gli sono abituali, che
fanno parte del suo quotidiano, non simula un gioco da fare con il
bambino. In questo modo i piccoli vedono il genitore ancor più come un
modello da imitare. I bambini hanno bisogno di vedere la competenza
dell’adulto. Noi oggi facciamo lavori spesso complessi e difficili da
comunicare. Ma se il bambino vede, ad esempio, la mamma che sa fare
delle cose buone in cucina sarà ancora più orgoglioso e adotterà il
genitore più volentieri come modello di riferimento.
Stare insieme in cucina è un’esperienza che può aprire le porte anche
ad alimenti che il bambino disdegna o rifiuta?
Nella mia esperienza è stato così. Il bambino è fiero quando prepara
degli alimenti che stanno sul tavolo degli adulti. Per questo non amo
fare i biscotti con le faccine che si avvicinano più al gioco ma a
fare il pane o la pasta che poi mangeranno anche mamma e papà. Ed il
cibo a cui il bambino ha collaborato nel realizzarlo non è più un cibo
subito ma condiviso. E una volta nel piatto lo assaggerà. Certo i
progressi si fanno sempre a piccoli passi ma l’esperienza di cucinare
alimenti poco graditi aiuta a sdoganarli da questa spesso provvisoria
etichetta.
Grazie alla nostra amica Laura di
www.forkids.it
per questo articolo
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